lunedì 5 marzo 2018

Muovere il silenzio a Grizzo



Dopo il soldout dei precedenti appuntamenti, si aggiunge un'ulteriore tappa per Muovere il silenzio al Centro Giacomello di Grizzo, a Montereale Valcellina.
Il film scritto e prodotto dal Circolo delle Idee in collaborazione con il DSM di Pordenone e Cooperativa Sociale FAI e Itaca verrà presentato stasera 5 marzo alle 20.30 con ingresso gratuito.
Il film racconta la storia di Matthias (interpretato da Simone Pozzebon), un adolescente di oggi, con tutto il suo carico di sogni inespressi e problematiche stringenti. Le difficoltà a comunicare con i genitori, la scuola che non dà le risposte attese, i compagni di classe che rendono la vita un inferno, le regole che soffocano le aspirazioni di libertà: Matthias subisce, più che tentare di risolvere le cose. Finché un giorno, esasperato, decide di scappare di casa. Ma a quel punto, la sua fuga diventerà un viaggio verso se stesso, un percorso interiore che lo porterà ad incontrare delle persone che lo aiuteranno finalmente a conoscere chi è e che cosa vuol fare nella vita, a capire ciò che non aveva mai capito prima.
Le musiche originali del film sono composte da Giuliano Poles e Massimiliano De Carli. Il film è stato girato nei Comuni di Pordenone, Sacile, Porcia e Polcenigo e gode del patrocinio degli stessi, nonché della Provincia di Pordenone.

mercoledì 13 maggio 2015

Prorogato al 22 maggio scadenza Beneficio energia elettrica

Con delibera di Giunta n. 289 del 20 febbraio 2015 è stato attivato il beneficio per l'anno 2014.
Le domande potranno essere presentate dai titolari di Carta famiglia al Comune di residenza entro il 22 maggio 2015 (scadenza prorogata con delibera di Giunta n. 749 del 24 aprile 2015) calcolando il totale delle bollette emesse nell'anno 2014.

Le carte in corso di validità restano tali fino alla scadenza in esse indicata e quindi il titolare può accedere al beneficio energia elettrica 2014 senza dover presentare un nuovo Isee. Chi, invece, deve rinnovare la carta può farlo soltanto con un Isee emesso nel 2015.
vai alla modulistica


http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/famiglia-casa/politiche-famiglia/FOGLIA1/

martedì 7 aprile 2015

Lotta alla corruzione.

Vi segnaliamo l'articolo tratto da sito di Confcooperative del 2 aprile 2015.

http://www.confcooperative.it/LInformazione/Le-notizie/lotta-alla-corruzione-38271


Alleanza Cooperative «Estirpare corruzione. Anche le imprese chiamate a fare uno scatto. Siamo per la legalità e per punire chiunque sbagli».


«Bene l’insistenza sulla lotta alla corruzione e l’inasprimento delle pene». Lo dice l’Alleanza delle Cooperative commentando l’ok del Senato al ddl corruzione in attesa di vedere il testo e verificare che siano confermate le condizioni di certezza del diritto.
«Anche le imprese sono chiamate a fare uno scatto in avanti. L’Alleanza delle Cooperative ha siglato il Patto sulla legalità con il ministero dell’Interno. Siamo per il ripristino della legalità a prescindere da chi la vìoli e per questa ragione ben vengano le indagini della magistratura e delle forze dell'ordine su tutti i campi. In questo momento la cooperazione sana di questo Paese, che è la prevalenza, sta attraversando un percorso ad ostacoli che incrocia i nemici più vituperati quali burocrazia, fisco e concorrenza sleale praticata dalle false cooperative e subisce poi un male tutto italiano che affonda le sue radici nel rapporto patologico tra impresa e politica: la corruzione».
«Un contesto dove il controllore pubblico smette le vesti di arbitro e agisce in modo da falsare le regole del mercato per vendersi a chi delinque non ha nulla a che fare con l'impresa cooperativa. Questi presunti imprenditori che operano sul mercato corrompendo chi dovrebbe controllarli non li vogliamo».
«I cooperatori che macchiano l'immagine della cooperazione per noi non hanno futuro e saranno esclusi dall'organizzazione. Chi vìola la legge, chiunque esso sia, deve essere punito perché commette un crimine, perché mette fuori mercato i tanti imprenditori e i tanti cooperatori che resistono con fatica, con coraggio, con sacrificio e nel rispetto di tutte le regole. Noi rappresentiamo questi imprenditori, questi cooperatori. Noi rappresentiamo cooperatrici e cooperatori veri, siamo la cooperazione vera e autentica, l'economia reale di questo paese che mantiene i livelli occupazionali anche nei momenti di crisi, che non delocalizza la produzione, che salvaguarda le produzioni locali e ha il rispetto dei contratti di lavoro e delle regole di mercato».

mercoledì 1 aprile 2015

Stati Generali delle Donne


“Stati generali delle donne”. Confronto tutto al femminile, sui temi più attuali del momento (come Expo 2015 o la Conferenza Mondiale delle donne “Pechino vent’anni dopo); presso la Sala delle Bandiere, del Parlamento Europeo a Roma. Un progetto che ha girato l’Italia con il format “Donne che resistono” e che quest’anno ha come tema principale: “Donne che ce l’hanno fatta”.

giovedì 12 febbraio 2015

La vita non è uno scherzo CINEMAZERO 23 FEBBRAIO



LA VITA NON E' UNO SCHERZO
L'Eco del tempo
FAI PRESENTA UN DOCUMENTARIO DEDICATO AL PATRIMONIO DELLA MEMORIA DEGLI ANZIANI
FAI presenta, con la collaborazione di Cinemazero, una serata dedicata al patrimonio della memoria degli anziani che rivive attraverso la trasmissione orale dell’esperienza della vita.
Si tratta di un documentario realizzato da Coop FAI con la collaborazione della Regione Friuli Venezia Giulia e del Comune di Pordenone
Lavoro, emigrazione e guerra.
Piccole grandi storie raccontate da anziani, persone comuni che hanno attraversato il loro tempo. Un tempo poco comune, lungo quasi un secolo, qui ricordato con dignità e forza. Dalle ultime stanze della vita piccoli doni di memoria.
Alla proiezione del documentario seguirà un dibattito sul tema della narrazione e del patrimonio della memoria delle persone comuni. In particolare di coloro, e sono tanti, che vivono gli ultimi di passaggi di vita nelle Case di Riposo.
Appuntamento il 23 febbraio alle ore 20.45 presso la Sala Grande di Cinemazero.
Dopo il film tavola rotonda con:
Aldo Colonnello Circolo Menocchio di Montereale Valcellina, Gino Argentin collezionista di fotografie e documenti storici e tra i protagonisti del documentario, Fabio Fedrigo presidente Coop. FAI e Riccardo Costantini per Cinemazero.
Modera la serata Paola Dalle Molle Messaggero Veneto.
Entrata libera

mercoledì 14 gennaio 2015

Conciliazione tempi famiglia-lavoro: scambio di buone prassi in Provincia

Vi segnaliamo la seguente pagina dal sito della Provincia di Pordenone
http://www.provincia.pordenone.it/?q=node/828

Nel triennio 2011-2013 sono state 1.625 le dimissioni di neomadri in Friuli Venezia Giulia. Il profilo di queste lavoratrici è: età tra i 26 e i 35 anni, nel 52,9 per cento dei casi sono neomadri del secondo figlio, italiane nell'83,4 per cento e per il 48,4 per cento hanno anzianità di servizio compresa tra 4 e 10 anni.

Nel 54,1 per cento dei casi lasciano il lavoro per difficoltà di conciliazione dei tempi familiari, lavorativi e dei servizi. Numeri allarmanti, che rendono bene l’idea di quanto, in materia di promozione della conciliazione lavoro-famiglia, anche nella nostra Regione, ci sia ancora da lavorare. A renderli noti, la Consigliera di parità della Provincia di Pordenone, Chiara Cristini, a margine del seminario-laboratorio “Ripartire dalle pari opportunità”, promosso dalla Consigliera di parità insieme al Comitato Unico di Garanzia per le pari opportunità, per il benessere di chi lavora e contro la discriminazione dell’Amministrazione provinciale, rappresentato dalla presidente Elisa Marzinotto.

L’incontro, nato con l’obiettivo di presentare alcune delle azioni positive realizzate nel territorio pordenonese in tema di pari opportunità, fra cui, ha ricordato Cristini, la sigla di un accordo di collaborazione territoriale per la promozione della conciliazione famiglia-lavoro nel mercato del lavoro della provincia di Pordenone, sottoscritto lo scorso mese di luglio, su proposta della stessa Consigliera provinciale di parità, da Provincia, Confindustria, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Confcommercio, Cgil, Cisl, Uil, Camera di Commercio, è stato l’occasione per riunire attorno allo stesso tavolo «quei soggetti, organismi di parità e pari opportunità, enti locali ed enti pubblici, agenzie formative, imprese che, da diverse esperienze e prospettive, sono impegnati a trasformare le problematiche connesse al genere in opportunità di innovazione e sviluppo socioeconomico per il territorio» ha spiegato Cristini.

IL PRESIDENTE PEDROTTI - Numeri, quelli rivelati da Cristini, contenuti pure nel Rapporto 2014 de "Il Mercato del Lavoro in Friuli Venezia Giulia", stilato dal servizio regionale Osservatorio Mercato del Lavoro illustrato nei giorni scorsi, nel Palazzo della Regione, ad Udine, meritevoli di una riflessione anche da parte del Presidente della Provincia, Claudio Pedrotti: «Colpisce come, nel contesto del mercato del lavoro, relativamente all’occupazione femminile, i problemi siano sempre gli stessi, ovvero quello della conciliazione tempi di vita-lavoro che si accompagna al divario salariale fra lavoratori uomini e lavoratrici donne che, purtroppo, non solo resiste ma si è persino con la crisi, nonostante gli sforzi spesi da tutti sul tema della parità di genere». «La crisi ha colpito duro le lavoratrici, costrette non solo in molti casi a restare a casa per accudire i figli e i genitori anziani – ha proseguito Pedrotti – ma a fare pure i conti con un gap di genere che si è fortemente rafforzato, in maniera più “maligna” di quanto noi stessi percepiamo. Mi auguro che, l’incontro di oggi, rappresenti la base di partenza su cui costruire un percorso di buone prassi condivise, che possa essere seguito da ulteriori occasioni di confronto».


ANNAMARIA POGGIOLI – Parole, quelle del presidente della Provincia, raccolte anche dalla Presidente della Commissione regionale Pari Opportunità, Annamaria Poggioli: «Sul tema delle pari opportunità c’è ancora tanto da lavorare» ha osservato Poggioli, illustrando, in sintesi, i progetti che la Commissione regionale ha attivato e sta portando avanti in materia di pari opportunità, auspicando un dialogo sempre più puntuale fra istituzioni, parti sociali e mondo del lavoro: “il 71,3 per cento del lavoro familiare delle coppie è ancora a carico delle donne, giornalmente la donna lavoro in media un’ora in più dell’uomo, se ha un figlio un’ora e un quarto di più. Vi è la necessità di creare una rete di servizi sui cui tutti dobbiamo convergere visto che, una donna su due, lascia il lavoro per la famiglia nonostante la necessità sempre più urgente che in ogni casa, visti i tempi, arrivino due stipendi». Dati che, non lasciano spazio all’immaginazione

martedì 23 dicembre 2014

Auguri di Buone Feste

                                 A tutte le persone
    che si affidano ai nostri servizi e alle loro famiglie,
    alle istituzioni e alle organizzazioni delle comunità locali
con cui condividiamo e costruiamo insieme lavoro e legame sociale.
                               Alle socie e ai soci.
                           I nostri migliori auguri

mercoledì 17 dicembre 2014

Maternità: 600 euro al mese per sei mesi

Vi segnaliamo il seguente articolo di Repubblica
http://www.repubblica.it/economia/2014/12/16/news/inps_contributi_infanzia_congedo_parentale-103041060/?ref=fb

Le madri lavoratrici, che rinunciano al congedo parentale, potranno ricevere un voucher per pagare il servizio di baby-sitting o richiedere la compartecipazione alle spese per i servizi per l'infanzia pubblici o privati accreditati. Il bonus potrà essere erogato al massimo per sei mesi

MILANO - L'Inps ha avviato la procedura telematica per richiedere i contributi economici da utilizzare, qualora si rinunci a sfruttare il congedo parentale (la famosa 'maternità facoltativa'), per il servizio di baby sitting o per pagare gli oneri relativi ai servizi per l'infanzia pubblici o privati accreditati. Si tratta del cosiddetto 'voucher maternità' introdotto con la riforma Fornero in via sperimentale per il periodo 2013-2015. La novità per le madri lavoratrici è che il prossimo anno ci sono sul piatto 600 euro al mese, per un massimo di sei mesi, quando in precedenza l'assegno era della metà del valore (300 euro). Nel tempo, la platea è stata estesa anche al settore statale. Qualora si presentino forti di un contratto di lavoro 'full time', il contributo potrebbe arrivare a un massimo di 3.600 euro, in caso - per questo estremo - rinuncino totalmente al congedo parentale.
La tabella di ripartizione del contributo in base alle percentuali di lavoro parziale
L'Inps ricorda che possono presentare la domanda le seguenti categorie di lavoratrici in costanza di rapporto di lavoro: dipendenti del settore pubblico o privato; parasubordinate o libere professioniste iscritte alla gestione separata Inps.
Viceversa, non possono presentare la domanda: le lavoratrici che non hanno diritto al congedo parentale (es: le lavoratrici domestiche, a domicilio, disoccupate); le lavoratrici autonome; le lavoratrici in fase di gestazione; le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, usufruiscono dei benefici del fondo per le Politiche relative ai diritti ed alle pari opportunità; le madri lavoratrici che, relativamente al figlio per il quale intendono richiedere il beneficio, risultano esentate totalmente dal pagamento della rete pubblica dei servizi per l'infanzia o dei servizi privati convenzionati.
La domanda va presentata - entro il 31 dicembre 2015 - all'INPS per via telematica, tramite PIN o attraverso il supporto dei patronati, accedendo al portale Internet dell'Istituto (www.inps.it - Servizi per il cittadino  -  Autenticazione con PIN  -  Invio domande di prestazioni a sostegno del reddito  -  Invio delle domande per l'assegnazione dei contributi per l'acquisto dei servizi per l'infanzia).
Le interessate, per la presentazione della domanda, dovranno:
−    richiedere preventivamente il PIN "online" e convertirlo in tempo utile in PIN "dispositivo";
−    presentare preventivamente ed in tempo utile all'Inps la dichiarazione ISEE (qualora non sia già presente nelle banche dati dell'Inps una dichiarazione ISEE valida). Tale dichiarazione può essere presentata all'Istituto in via telematica o rivolgendosi ad un Caf convenzionato.
Informazioni necessarie. L'Istituto fornisce anche una serie di informazioni di cui è bene munirsi, da parte delle interessate, prima di accedere alla procedura:

−    dati anagrafici del minore per il quale si intende effettuare la domanda (cognome, nome, codice fiscale, sesso, data di nascita, luogo, Provincia e Stato di nascita indirizzo, n° civico, CAP, Comune, Provincia e Stato di residenza);
−    in caso di adozione/affidamento nazionale, dati anagrafici del minore per il quale si intende effettuare la domanda, inclusa la data di adozione e di ingresso in famiglia;
−    in caso di adozione/affidamento internazionale, dati anagrafici del minore per il quale si intende effettuare la domanda, inclusa la data di adozione/affidamento, data di ingresso in Italia, data di ingresso in famiglia e dati relativi alla trascrizione del provvedimento di adozione internazionale (data, Provincia e Comune dei registri di stato civile).
−    data dell'ultimo giorno di congedo di maternità riferito al minore indicato;
−    numero di mesi di congedo parentale eventualmente già fruiti per il minore indicato;
−    dati del datore di lavoro, inclusi indirizzo PEC/email;
−    dati relativi al proprio inquadramento contrattuale (tipo di contratto ed eventuale percentuale di part-time);
−    dati anagrafici del padre (cognome, nome, codice fiscale, data di nascita, luogo provincia e stato di nascita indirizzo, numero civico, CAP, comune, provincia e stato di residenza);
−    tipo di rapporto di lavoro del padre (lavoratore dipendente - sia del settore pubblico che del settore privato, lavoratore iscritto alla gestione separata INPS, lavoratore autonomo, lavoratore a domicilio, altra situazione lavorativa) e codice fiscale del datore di lavoro del padre;
−    periodi di congedo parentale eventualmente fruiti dal padre in relazione al minore per cui si chiede il beneficio con dettaglio del datore di lavoro presso il quale ha fruito dei suddetti periodi.
Cosa si può ottenere. Il contributo è al massimo 600 euro mensili ed è erogato per un periodo massimo di sei mesi, solo per frazioni mensili intere (cioè un mese continuativo di congedo), in alternativa alla fruizione di altrettanti mesi di congedo parentale ai quali la lavoratrice, di conseguenza, rinuncia.
Per calcolare il periodo di congedo parentale, le frazioni di mese si sommano tra di loro fino a raggiungere trenta giorni, da considerarsi equivalenti ad un mese, mentre i mesi interi si computano come tali, qualunque sia il numero delle giornate di cui sono formati.
Le lavoratrici part-time, in ragione della ridotta entità della prestazione lavorativa, potranno accedere al contributo in base alla ripartizione della tabella. Le lavoratrici iscritte alla gestione separata possono usufruire del contributo per un periodo massimo di tre mesi.
Le lavoratrici possono accedere al beneficio, anche per più figli (in tale caso si deve presentare una domanda per ogni figlio), purché ricorrano per ciascun figlio i requisiti sopra richiamati. Per determinare i mesi di congedo parentale ancora spettanti occorre avere presenti i limiti individuali (massimo 6 mesi) e complessivi (tra i due genitori non superiori a 10 mesi, aumentabili a 11). Pertanto, anche ai fini del contributo in questione, è necessario tenere conto dei periodi di congedo parentale fruiti dal padre del minore.
L'erogazione del beneficio avverrà attraverso il pagamento diretto alla struttura prescelta, che dovrà esibire la richiesta di pagamento stesso e la relativa documentazione. Qualora la lavoratrice chieda il contributo per il servizio di baby-sitting, questo verrà erogato attraverso il sistema dei buoni del lavoro (voucher).

giovedì 6 novembre 2014

Congedo anch’io, congedo parentale - Provincia di Gorizia




Vi segnaliamo il Progetto “Congedo anch’io”, un progetto per la diffusione di una cultura delle pari opportunità tra donna e uomo, finanziato dalla Regione FVG e attuato sul territorio isontino dalla Provincia di Gorizia che, con questa nuova azione, continua il suo percorso di sensibilizzazione al congedo parentale.




giovedì 24 luglio 2014

Donne e lavoro, patto per l'occupazione

Vi riportiamo l'articolo del 23 luglio del Messaggero Veneto 


Sono oltre 300 le dimissioni di neo-madri registrate nel Pordenonese dal 2010 ai nostri giorni, a causa delle difficoltà nel conciliare tempi lavoro-famiglia, dell’impossibilità di fruire di forme di orario parziale o flessibile, della mancanza di familiari cui affidare i figli e del costo elevato dei servizi alternativi.
Sulla base di questi dati, è stato avviato uno studio - su proposta della consigliera di parità della Provincia Chiara Cristini - che ha portato a redigere un accordo pilota per la promozione della conciliazione vita-lavoro. L’intesa è stata siglata ieri, nella sede dell’ente intermedio, dal presidente Alessandro Ciriani, da Confindustria, Confartigianato, Confcooperative, Legacoop, Confcommercio, Cgil, Cisl, Uil e Camera di Commercio. Obiettivo primario del progetto la promozione di soluzioni innovative e flessibili di conciliazione, valorizzando e potenziando i servizi esistenti e creandone di nuovi, vicini alle esigenze di famiglie e imprese, per incidere sulle opportunità occupazionali dei genitori lavoratori, in particolare delle madri. Altro scopo del piano è ripensare la domanda di welfare proveniente dal mondo del lavoro in termini di opportunità di innovazione sociale ed economica, individuando soluzioni di sistema efficaci per il contesto locale. «L’accordo è una sperimentazione - ha spiegato Cristini - per affrontare in modo concreto il fenomeno della conciliazione dei tempi vita-lavoro, che abbiamo studiato in questi mesi. I dati relativi all’occupazione femminile nel mercato del lavoro della provincia sono superiori a quelli regionali e nazionali, ma inferiori rispetto al valore maschile. Non è stato quindi conseguito un quadro di completa parità nel lavoro in riferimento ad accesso e permanenza nel mercato locale. Permangono dei vincoli per le opportunità di occupabilità femminile». Sottoscrivere questo accordo, partendo da casi concreti, significa «ritrovarci con le parti sociali ogni quattro mesi - ha aggiunto la consigliera - per ragionare su soluzioni da cui ripartire per superare questa problematica». Numeri alla mano, nel 2013, il tasso di occupazione femminile è stato del 56,5% a fronte del 72,7% maschile, valori superiori alla media regionale e nazionale, mentre quello di disoccupazione femminile è di 9,5% a fronte di un 6,7% maschile. Il problema dell’occupazione “rosa” riguarda in particolare le madri con figli in età prescolare e scolare e le donne gravate da carichi di cura. «L’intesa è punto di arrivo, ma soprattutto di partenza - ha osservato Ciriani - verso la promozione di atti concreti che non riguardano il solo universo lavorativo femminile, ma i lavoratori in toto. E’ evidente che una buona qualità della vita, senza troppe ansie e preoccupazioni, farà aumentare la produttività stessa degli addetti, con benefici per aziende e famiglie». (g.s.)

martedì 1 luglio 2014

MANIFESTO in favore del 2014 Anno Europeo della Conciliazione della Vita Professionale e Familiare

Vi segnaliamo il: 
MANIFESTO in favore del 2014
Anno Europeo della Conciliazione della Vita Professionale e Familiare






COFACE, la Confederazione delle organizzazioni familiari dell'Unione europea, con più di 50 organizzazioni associate in vari Stati membri dell'Unione dà voce a molti milioni di famiglie. Il tema della conciliazione tra vita professionale e familiare è al centro del lavoro che COFACE svolge da oltre 50 anni a livello europeo.
3 52/2012 - 2 Aprile 2012 Eurostat Euroindicators


  • Le famiglie sono gli elementi costitutivi per un buon funzionamento della società;
  • Le politiche a sostegno delle famiglie sono in grado di creare un ambiente favorevole
  • per affrontare le sfide demografiche e la lotta contro la disoccupazione in Europa;
  • Le politiche che consentano a donne e uomini di conciliare vita professionale e
  • familiare sono essenziali per soddisfare le esigenze delle famiglie e la parità di genere;
  • Le politiche a sostegno delle famiglie, sono cruciali per affrontare e prevenire la povertà
  • e l'esclusione sociale e per impedire e prevenire l’emarginazione delle famiglie;
  • E’ fondamentale richiamare l'attenzione sull'impatto che la crisi economica e finanziaria
  • ha sulle famiglie;
  • Le famiglie hanno un ruolo chiave da svolgere nella prevenzione della dispersione scolastica;
  • La partecipazione e la socializzazione del bambino inizia in famiglia;
  • Le famiglie sono l'unità primaria nell’educazione dei consumatori, in particolare quando
  • si tratta di uno sviluppo sostenibile e consumo responsabile;
  • Le relazioni intergenerazionali sono particolarmente importanti nella vita delle famiglie;
  • Le famiglie sono unità dinamiche e luogo in cui avvengono le più importanti transizioni da
  • una fase di vita ad un'altra. 
L'alto tasso di disoccupazione e la diminuzione della natalità, combinata ad un andamento molto negativo dell'economia, costituiscono oggi le principali sfide che l'UE si trova ad affrontare. Un'adeguata combinazione di politiche familiari, sociali, economiche, d’innovazione e per le pari opportunità sono essenziali per affrontare tali sfide e per trovare soluzioni valide e sostenibili, sia a livello dell'UE che degli Stati Membri.
Diversi studi1 e rapporti dell'OCSE2, della Banca mondiale e dell'UE mostrano che la partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e nel processo decisionale ha un impatto positivo non solo sul tasso di natalità, ma anche sull'economia. Ciò richiede uno sforzo da parte dei decisori politici, così come dei datori di lavoro, per rendere il mercato del lavoro più flessibile e inclusivo. La disponibilità di assistenza all'infanzia, il suo costo e la qualità restano ancora un grave problema in molti paesi. Diventa inoltre sempre più importante affrontare anche la questione della cura degli anziani.
C'è una forte componente in favore dei giovani in quest'Anno Europeo. I giovani sono letteralmente il futuro dell'Europa, sia nella loro capacità di forza lavoro, così come futuri genitori delle prossime generazioni di europei. Ma nei tempi attuali disperati, quando il tasso di disoccupazione giovanile è in media al 22,4%3 nell'Ue-27, ed in particolare in alcuni paesi come l'Italia, dove le donne lasciano la casa dei genitori a 29 anni e gli uomini a 30 anni o più, uno non può che chiedersi quando e come questi giovani avranno la possibilità di acquistare la loro prima casa e decidere di avere figli. I genitori hanno un ruolo e una responsabilità nell'educazione sin dalla prima infanzia, per la prevenzione della dispersione scolastica e nel definire l'atteggiamento nei confronti del lavoro e di un consumo responsabile. Inoltre, la solidarietà intergenerazionale comincia e continua principalmente all'interno delle famiglie.
Uno degli obiettivi della strategia Europa 2020 è la riduzione della povertà. Garantendo maggiori possibilità di conciliare il lavoro con le responsabilità familiari e di cura, molte famiglie potrebbero contare su più di uno stipendio, riducendo così il loro rischio di finire sotto la soglia di povertà e permettendo inoltre di offrire ai loro figli una migliore educazione e migliori prospettive per il futuro.
1 Gender equality, economic growth and employment, Åsa Löfström 2007 2 OECD, Doing Better for Families, 2011
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Nel 2014, le Nazioni Unite celebrano il 20° anniversario dell'Anno Internazionale della Famiglia. Celebrare le famiglie nel 2014 sarebbe un modo per riconoscere il ruolo vitale che svolgono in tutti gli Stati membri e in Europa in generale.
L'anno darebbe anche un messaggio molto positivo a tutti i cittadini europei, cioè che l’UE non si occupa solo di competenze e posti di lavoro, ma si sforza anche di migliorare la vita e il benessere dei suoi cittadini. Inoltre, affrontando le sfide demografiche, possiamo anche avere uno sguardo più ottimista per il futuro dell'Unione europea.
L'Anno europeo 2014 è anche un'ottima opportunità per dare continuità ai precedenti anni europei, per affrontare i problemi che stanno a cuore ai cittadini e che fanno parte della loro vita quotidiana. L'Anno europeo 2014 costruirà sui risultati ottenuti negli anni europei precedenti, continuerà a perseguire gli stessi obiettivi strategici, avendo come base delle questioni trasversali estremente rilevanti, in particolare il 2010, Anno europeo della lotta alla povertà e all'esclusione sociale, il 2011 Anno europeo del volontariato, il 2012 Anno europeo dell'invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni e il 2013 Anno europeo dei cittadini.
COFACE sta attualmente riunendo numerose ONG europee, le parti sociali e le organizzazioni familiari in tutta l’Unione Europea nella campagna per designare il 2014 l'Anno europeo 2014 della conciliazione della vita professionale e familiare.
Auspichiamo che entro la fine del 2012 la Commissione europea prenderà la decisione di designare il 2014 Anno europeo della conciliazione tra vita professionale e familiare e, di affidare a COFACE il ruolo di coordinatore per le organizzazioni della società civile che prenderanno parte alle attività dell'Anno.
In conclusione, ecco alcuni dei principali argomenti a favore dell'Anno:

For more information please contact our Secretariat:
  • Tel: +32 2 511 41 79 | E-mail: secretariat@coface-eu.org | Web: www.coface-eu.org
    COFACE is supported by the European Union Programme for Employment and Social Solidarity - PROGRESS (2007-2013). For more information see: http://ec.europa.eu/progress 

giovedì 26 giugno 2014

VOUCHER PER LE MADRI LAVORATRICI PER L'ACQUISTO DI SERVIZI DI BABY SITTING


Vi segnaliamo che la la legge n.92/2012 ha introdotto, in via sperimentale, per il triennio 2013-15 la possibilità per le madri lavoratrici di richiedere dei voucher per l'acquisto di servizi di baby-sitting, rinunciando in tutto o in parte al periodo di congedo parentale. In alternativa, può essere richiesto un contributo- da utilizzare negli undici mesi successivi al congedo obbligatorio, per un massimo di 6 mesi, per usufruire dei servizi per l'infanzia erogati da strutture pubbliche o private accreditate, che aderiscono all'iniziativa.

Per info
http://www.inps.it/portale/default.aspx?itemdir=8760